Il pittore livornese Lodovico Tommasi (1866-1941) realizza quest’opera a circa 31 anni; da tempo ha affiancato alla carriera di violinista quella artistica, seguendo le orme del fratello Angiolo e del cugino Adolfo e giovandosi degli insegnamenti del pittore "macchiaiolo" Silvestro Lega.
Oltre alla natura osservata dal vero ed all'uso di veloci pennellate, quest’opera, di cui si conosce un disegno preparatorio (ora in collezione privata), risente del clima culturale vissuto negli anni ’90 a Torre del Lago (Lucca), con gli artisti riuniti intorno a Giacomo Puccini, come Plinio Nomellini: è un'anticipazione del paesaggio inteso come "stato d’animo".




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