Poteva accadere.
Doveva accadere.
È accaduto prima. Dopo.
Più vicino. Più lontano.
È accaduto non a te.
Ti sei salvato perché eri il primo.
Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
Perché da solo. Perché la gente.
Perché a sinistra. Perché a destra.
Perché la pioggia. Perché un’ombra.
Perché splendeva il sole.
Per fortuna là c’era un bosco.
Per fortuna non c’erano alberi.
Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave, un freno,
un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.
In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
a un passo, a un pelo
da una coincidenza.
Dunque ci sei? Dritto dall’animo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì?
Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.
Wisława Szymborska (Polish poet, essayist, translator, and recipient of the 1996 Nobel Prize in Literatur, 1923-2012)
Wisława Szymborska | Could have
It could have happened.
It had to happen.
It happened earlier. Later.
Nearer. Farther off.
It happened, but not to you.
You were saved because you were the first.
You were saved because you were the last.
Alone. With others.
On the right. The left.
Because it was raining. Because of the shade.
Because the day was sunny.
You were in luck - there was a forest.
You were in luck - there were no trees.
You were in luck - a rake, a hook, a beam, a brake,
A jamb, a turn, a quarter-inch, an instant...
So you're here? Still dizzy from
another dodge, close shave, reprieve?
One hole in the net and you slipped through?
I couldn't be more shocked or
speechless.
Listen,
how your heart pounds inside me.